Pensieri e Riflessioni Personali – Considerazioni di fine anno

L’OCSE diceva qualche settimana fa che nel consesso europeo siamo i più ignoranti, quelli che leggiamo meno, che non sappiamo far di conto, che ci barcameniamo appena in un mondo di saggi e supersapienti che a stento ci tollera.
Come Nazione, intendo.
Già!
Sorvoliamo su tutto il resto e consideriamo ciò che siamo.
Siamo una repubblica.
Una res publica, una cosa di tutti, di piena partecipazione, ma anche in balia di chiunque che, alzando la voce e battendo il pugno sul tavolo, dice la sua e ritiene opportuno decidere per tutti.
Dovremmo essere fondati sul lavoro che latita e i giovani ne sanno qualcosa.
Siamo, al momento, senz’altro fondati sulla crisi.
Crisi dal greco krino, giudico, una specie di “mi fermo e valuto… penso…”.
E così giudichiamo.
Diciamo la nostra su questo tempo di follia in cui non vi sono certezze di nessun tipo.
Un tempo di pensieri e di preoccupazioni, di crisi, appunto.
Eppure le crisi rigenerano.
Danno vita a cose nuove, spazzano via vecchie consuetudini, i vecchi abiti mentali e comportamentali dando origine al nuovo.
Cosa ci aspettiamo tutti?
Un cambiamento.
Più giustizia, più equità, più tranquillità, più serenità, più felicità …
Qualcosa di più.
Ecco, forse dopo la crisi sorgerà un sole nuovo.
E speriamo che sia proprio così.
Sconfiggeremo il drago e libereremo gli uomini e le donne che siamo.
È sempre stato così nella storia dell’uomo: dopo il peggio non può che venire un miglioramento.
Questo anno è finito, auguriamoci reciprocamente buon nuovo anno.
Cosa ci costa, a questo punto, pensare positivo?

 

Condizioni di uso.
Il materiale del sito può essere visionato in linea o scaricato, ma è proprietà di Anna Maria Folchini Stabile e non può essere utilizzato da altri per scopi commerciali, pubblicato su riviste o inserito in cd-rom senza la previa autorizzazione della proprietaria Anna Maria Folchini Stabile.