Racconti
La lettera d'amore
11 febbraio 2009
Tornato a casa, dopo quella lunga giornata trascorsa in ufficio tra impegni e difficoltà da risolvere, Francesco si sentì di colpo tranquillo, perché era finalmente libero di pensare solo a se stesso e depositare in un’altra parte del suo cervello ogni preoccupazione.
Aveva deciso.
Pensò a Chiara e nel pensiero di lei si sentì invadere da un senso di profondo benessere.
Avvertì che le idee gli si sgranavano in testa come grani di un rosario di cui chi è abituato a pregare riconosce ritmo e senso.
Si fece una doccia, accese il computer e prima di prepararsi la cena solitaria, prima di chiamarla come ogni sera a telefono, decise di scriverle una lettera, perchè intendeva fermare le idee in modo che ogni parola avesse il suo significato.
Desiderava convincerla.
Sapeva di poterlo fare.
Le dita correvano sulla tastiera.
Non intendeva lasciare spazio a dubbi.
Non avrebbe accettato più di sentirsi dire che era meglio attendere, che qualcosa ancora doveva essere chiarito.
Si fissò una scaletta, ingenuamente timoroso di dimenticare qualcosa e poi, rileggendola, sorrise tra sé.
- Dodici rose rosse
- Lettera per dirle che:
1) la amo
2) non posso vivere senza di lei
3) sono stanco della storia che vivere da soli è una scelta di civiltà
4) le altre cose mi verranno in mente mentre scrivo
- Prenotare una vacanza (al mare, luogo bello, semplice e solitario)
- Mettere le ali al cuore
- Linguaggio semplice
- NON ESSERE STUPIDO, SII SINCERO, CONSIDERALA L’ULTIMA SPIAGGIA!
Rilesse più volte ciò che si era appuntato sul foglio Word.
Fermò lo sguardo a lungo sull’ultima frase, aprì la pagina di posta, cliccò su “Scrivi un messaggio” e cominciò:
Chiara, amore mio,
come stai?
Qui nevica e fa freddo.
Sono finalmente a casa dopo una giornata da dimenticare.
Oggi in ufficio sembrava che nulla funzionasse a dovere. Ho perso la pazienza con tutti, soprattutto con Rita, la mia segretaria, che ha sopportato che sfogassi con lei il mio malumore. Credo che si sia più volte rifugiata in bagno per farmi di nascosto boccacce che sono certo di essermi meritato.
Oggi tutto è andato storto: il tempo, il traffico, la multa per divieto di sosta, il caffè troppo bollente, l’appuntamento decisivo con un cliente importante che si è concluso senza la firma del contratto dopo una trattativa snervante che mi aveva impegnato per giorni.
Un’arrabbiatura via l’altra e poi, finalmente, questa giornata di contrattempi continui è finita e sono tornato a casa.
Mi sono fatto una doccia calda che si è portata via tutto il fastidio e la stanchezza, ho indossato il pigiama e quella giacca da camera verde che mi hai regalato per Natale accompagnata dal biglietto che ancora conservo: “Ricordati di me…”
E io mi ricordo ogni momento di te e mi pare di averti tra le braccia quando l’indosso.
Ti scrivo, perché mi manchi.
Ti amo.
Non desidero che tu abbia alcun dubbio.
Te lo riscrivo: ti amo e mi manchi. Sempre.
Non sopporto di vederti di corsa, solo quando siamo liberi dai nostri impegni di lavoro.
Non è vita.
Non possiamo andare avanti così.
Non tergiversare ancora.
Voglio vivere con te.
Voglio starti a fianco e voglio averti al mio fianco.
Ti penso sempre.
Penso a quando ti ho vicina e mi perdo nei tuoi occhi verdi, nei tuoi capelli biondi e lisci, sulla tua pelle bianca. Penso al tuo seno sodo e a quel tuo modo di dormire sul fianco raggomitolata contro di me.
Penso a come pensi, a come riesci rapida a leggermi le idee, quasi nello stesso momento in cui mi nascono nella mente. Tu sorridi quando ti chiamo strega, ma è vero, ti ammiro per il tuo modo di essere e mi sento ammaliato.
Stiamo bene insieme, lo sai. Non capisco cosa ti trattenga ancora dal deciderti ad una vita con me.
Ti prometto.
Non precipiteremo nella noia, non ci perderemo nella quotidianità, non vedremo morire il nostro amore nei luoghi comuni della vita di ogni giorno.
Anzi, sarà bello ritrovarci, ogni mattina, ogni sera, ogni momento che vorremo, che vorrai… che vorrei…
Sono stanco di questo continuo rincorrerti.
Scegli di vivere i nostri giorni per sempre insieme, finché ci sarà dato, perché non ci sarà fine.
Che altro dirti, amore mio… fai con me questo salto nel buio, credi con me che è possibile amarci per sempre.
Non fermarti davanti al dubbio, non farti spaventare dalle esperienze negative di chi ha avuto sfortuna, di chi non ha saputo custodire l’amore e conservarne il rispetto.
Non pensare alla vita coniugale come ad un limite.
Vuoi essere sicura…
Ma non esistono certezze, non vi sono garanzie, non c’è rodaggio che assicuri riuscita.
Amarsi è volersi ogni giorno.
E’ un atto di coraggio, non è una partita a scacchi, non è una pianificazione.
Non avere paura.
Vivi con me, stai con me e permettimi, permettiti, di pensare a noi come ad un tutt’uno di cui ognuno di noi è parte e contemporaneamente insieme.
Rispondimi che anche per te il sentimento che ci lega non è una scelta del caso.
Progetta con me la nostra vita futura.
Sposami.
Ti amo.
Rispondimi.
F.
Francesco rilesse ciò che aveva scritto.
Sentì che aveva messo a nudo il suo cuore.
Era sicuro di non aver sbagliato le parole.
Cliccò su “Invia” e si preparò all’attesa.
Sperava.