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Poesie e Pensieri
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Haiku

Una finestra sul lago
Una finestra sul lago

Poesie e Pensieri

Senza titolo
22 febbraio 2008

Adoro la neve, quella che scende copiosa, a larghe falde e forma uno strato bianco, pulito, asciutto e compatto.
Essere i primi a camminare per la strada innevata permette di udire uno scricchiolio sotto i piedi che dà una sensazione di primordialità, di essere il primo essere umano che si affaccia sul mondo.
Tutto è più bello se lo si fa di notte, sotto la luna, nel silenzio perfetto.
….un delirio di onnipotenza….
La neve si accumula sui rami più alti degli alberi e scende poi su tutto, coprendo di un manto uniforme ogni scabrosità.
Rinnova, rigenera, ricrea.
Muta, trasforma, trasfigura.
E voltarsi indietro a guardare le proprie orme, come per ricevere conferma dell’essere passati da lì.
Lasciare l’impronta, la testimonianza della propria presenza e averne in cambio la certezza di esistere, di essere in simbiosi con la natura e parte dell’universo intero.
Sono nata in una notte di neve e forse per questo mi è rimasto nel cuore l’amore per quel bianco, per quell’aria fredda, per quella sensazione di nuovo e per quell’idea di tempo sospeso, come se il prima sia stato cancellato e il dopo sia più lontano, distante, in attesa.
Vivere come aspettando che il tempo ricominci a scorrere nella clessidra della vita, con la sola certezza di un presente fermo, immoto, saldo, calmo e immutabile.
Un attimo di eternità, un abbraccio di immortalità, un salto nell’infinito.
Una promessa di purezza, di vita rinnovata, nuova, unica.
Camminare, così, nella neve che scende su una notte silenziosa calma il cuore, tranquillizza i pensieri, attutisce, insieme ai suoni, ogni sensazione, focalizzando l’attenzione sul paesaggio che sta intorno e fuori dall’io presente, risintonizzandolo con ciò che è reale eppure fantastico, sorprendente e bizzarro, una realtà che non è e non lo sarà per sempre.
Anche i fiocchi di neve hanno un suono delicatissimo quando scendono sulle spalle e sul copricapo, uno sfrigolio sommesso che cattura l’attenzione, come se si potesse avanzare schivandoli, facendosi largo in quella sottile cortina di bianco in movimento continuo, in quel mondo inesplorato che è una nevicata notturna.