Favole e Racconti per ragazzi
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Una finestra sul lago
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Paolo va a scuola
6 settembre 2008

Io sono Paolo e, anche per quest’anno, oggi è il mio primo giorno di scuola.
Questa mattina la mamma e Golia, il mio cagnolino, mi accompagneranno per la prima volta nella nuova scuola.
Sono molto emozionato e mi batte un po’ il cuore.
Non so cosa mi aspetta.
La mamma dice che ormai sono diventato grande.
Io, invece, mi sento uguale a quello che ero ieri.
Stessi pantaloni, stesse scarpe, stessa maglietta.
Addirittura avevo la stessa voglia di rivoltarmi dall’altra parte nel letto quando la mamma mi ha svegliato stamane.
Invece no.
Ho proprio dovuto alzarmi mentre la mamma non faceva che ripetermi:
“Paolo, alzati…dai Paolo, non possiamo arrivare tardi…. Muoviti, Paolo…che facciamo? arriviamo tardi il primo giorno di scuola?….”
Dai, Paolo.
Su, Paolo.
Ho proprio dovuto alzarmi, prima che Golia mi consumasse la pelle della faccia a leccate.
E’ il suo sport preferito quello di leccarmi dopo che la mamma mi ha chiamato.
Lo sa bene che andare a scuola insieme significa per lui fare la prima delle passeggiatine quotidiane che tanto gli piacciono.
Per questo motivo si allea con la mamma e la aiuta a tirarmi giù dal letto.
Traditore!
Mi riprometto sempre di fargliela pagare quando vuole le mie coccole, ma è simpatico, morbido, peloso e io so che mi vuole così bene che non posso fare a meno di accarezzarlo e giocare con lui.
Comunque questa mattina ho avuto poco tempo da dedicargli.
La mamma era forse più emozionata di me.
Era, infatti, la prima volta che avrei incontrato nuovi amici e  nuovi insegnati e le novità danno sempre sensazioni strane.
Già, perché durante l’estate sono successe tante, troppe cose che hanno cambiato la nostra vita in famiglia e tutti questi avvenimenti mi hanno lasciato stordito.
Io e la mamma abbiamo una nuova abitazione, in una nuova città, lontani da dove stavamo prima, da tutte le nostre abitudini e siamo lontani anche da papà che è rimasto nella nostra casa di prima.
La grande rivoluzione è stata determinata dal fatto che la mamma ha vinto un concorso nell’amministrazione pubblica e il suo luogo di lavoro è proprio qui, così lontano da casa, la nostra casa, quella vera.
Io ho sentito i miei genitori parlare a lungo su come organizzare la nostra vita di tutti i giorni e alla fine un sabato sera - era sabato, me ne ricordo benissimo, perché la mamma il sabato ha più tempo libero, prepara sempre la pizza e quella sera avevamo appena finito di mangiarla - papà mi ha detto.:
” Paolo, bimbo caro, ci aspettano grandi cambiamenti.
Non dureranno per sempre, ma non possiamo evitarli e la mamma ed io cercheremo di non renderteli faticosi da sopportare.
Per un periodo di tempo che durerà un anno o due la mamma lavorerà  lontano, in un’altra bella città e tu la accompagnerai.
Vivrai con lei e le farai compagnia, io vi raggiungerò ogni venerdì sera e trascorreremo il fine settimana tutti insieme.
Sarà un modo di vivere diverso, ma avrai modo di vedere luoghi nuovi, incontrerai amici nuovi e non sarà così male, vedrai.”
“E Tobia con chi starà?” ho chiesto subito.
“Con noi”, ha risposto la mamma, “non preoccuparti, verrà con noi”
Io ci sono rimasto un po’ così…come dire?… perplesso?
Come avrei fatto con i miei giochi e con il corso di nuoto che frequento due volte la settimana?
Cosa avrei detto a Ludovica, la mia compagna di banco che è la mia amica preferita?
Sono stato triste per parecchi giorni, poi ho salutato tutti e adesso mi ritrovo qui, pronto e vestito per andare a scuola.
E’ vero che comunque avrei dovuto trasferirmi alla scuola media e grandi cambiamenti ci sarebbero ugualmente stati, ma mi sarei sentito meno solo…
Adesso la mamma, Tobia ed io usciamo di casa e, aperta la porta, un mondo di novità mi aspetta.
Non so come sarà e spero di abituarmi.