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Favole e Racconti per ragazzi

Cecilia che ha paura di tutto
5 luglio 2008

Ciao,
io sono Cecilia, ho undici anni e ho paura di tutto.
Oh, lo so che ormai sono cresciuta abbastanza… e dentro di me, quando ci penso, mi sento grande, ma non riesco a sentirmene sicura.
Non è sempre stato così, anzi.
Quando frequentavo le elementari, mi piaceva tutto: svegliarmi al mattino, andare a scuola, stare con i miei compagni, studiare e giocare con loro, andare a spasso con la mamma, nuotare in piscina e frequentare le lezioni di danza che è la mia passione speciale.
Poi in quinta, tutto mi è sembrato più difficile.
Dovevo studiare sempre di più per prepararmi agli esami e il tempo per dedicarmi a ciò che mi piaceva mi sembrava sempre troppo poco e credevo di non fare mai abbastanza bene.
Adesso frequento la scuola media e sono contenta, perché imparo tante cose, ma tutto intorno a me è cambiato.
Ho molti compagni e compagne nuove, molti insegnanti per le diverse materie di studio e mi sembra che ogni giorno debba riconquistare la loro fiducia e la loro stima.
Tutti ci ripetono che ormai siamo grandi.
Sarà…
Io mi sento sempre la stessa.
Mi guardo allo specchio e non vedo niente di nuovo in me.
Stessi capelli, stessi occhi, stesso naso, stessa faccia.
Sono solo un po’ più alta e quel golfino rosa che la mamma mi ha regalato per il mio compleanno e che mi piace tanto, mi va un po’ stretto, ma io lo metto sulle spalle oppure me lo lego in vita, perché mi rassicura e mi ricorda di quando tutto era normale e potevo permettermi di essere solo io, Cecilia, e non dovevo essere Cecilia - che - diventa - grande.
Perché, sì, crescere mi spaventa.
Non voglio essere una di quelle stupidotte che guardano i maschi e si sciolgono in sospiri, non voglio avere la faccia piena di foruncoli, non voglio osservarmi allo specchio e non riconoscermi.
La mamma talvolta mi guarda e mi chiede a che penso.
Cosa le rispondo? che mi sento Peter Pan in gonnella? che voglio partire per l’Isola che non c’è?
Oggi la nonna, da cui vado ogni mercoledì pomeriggio dopo la piscina, in attesa che la mamma, terminato il suo lavoro, mi venga a prendere, mi ha fatto un discorso strano e confortante.
Mi ha chiesto, come sempre, come va la scuola, cosa ho imparato di nuovo, e quale è la materia preferita.
Le ho risposto che mi piacciono gli argomenti che riguardano lo studio dell’Italiano e soprattutto le ore che dedichiamo alla lettura.
Mi ha confidato che era così anche per lei quando era ragazzina e di come leggere l’avesse aiutata a pensare ad altro nella vita, perché per i grandi è difficile abituarsi ad esserlo.
“Intendo dire”, diceva la nonna, “che, per esempio, adesso non mi piace essere diventata anziana e guardarmi allo specchio e riconoscere tutti i cambiamenti che si sono verificati sulla mia faccia e sulla mia persona, ma vivere è proprio questo, cioè abituarsi a cambiare continuamente. Se non fossi quella che ora sono, non avrei te che sei la mia gioia .” E mi ha sorriso stringendomi in un abbraccio forte, forte.
Forse la nonna ha compreso da sempre i miei timori e sa delle mie paure e ha voluto dirmi che tutti hanno le loro.
In realtà, cambiare è normale ed è solo mutare qualcosa fuori di noi, non nel nostro cuore e nei nostri affetti.
Cambiare, allora, è normale.
Rifletterò su questa nuova idea, forse diventerò anche più coraggiosa ed imparerò ad affrontare tutte le novità che mi aspettano.