“A volte non parlo” di Anna Maria Folchini Stabile, recensione di Marzia Carocci

A volte non parlo

di Anna Maria Folchini Stabile

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Libreria Editrice Urso – 2013

Recensione di MARZIA CAROCCI

“A volte non parlo” è il titolo della silloge di Anna Maria Folchini Stabile e nessun altro titolo è più indovinato per questo viaggio meditativo/letterario che la poetessa intraprende.
Non parlare significa valutare, meditare, rimembrare, ed è quello che l’autrice ci offre in questo suo libro.

Poesie che accarezzano i ricordi evocandone i profumi, gli istanti e le malinconie; attimi nei quali la vita ci viene messa di fronte come riflessi caleidoscopici in uno specchio da guardare e nel quale riverberare anche le nostre immagini poiché la poetessa non esprime concetti astratti, ma situazioni e sentimenti nei quali ci potremmo scoprire tutti.

Liriche d’amore, fra sogni e ricordi, poesie /cartoline, di luoghi e di vissuto; introspezioni velate di malinconie e attese in una miscellanea di istanti assorbiti, subiti, cercati ma sempre amati nel riverbero di quella luce di donna, volta senza sosta, alla speranza di un domani migliore.

Anna Maria Folchini Stabile ha un’ottima capacità espositiva dove grazie alla ricchezza di idiomi e all’uso di riuscite figure retoriche, ci dona visioni in movimento, fra gli olezzi del tempo e i suoi sguardi nel mondo, dove, le sue liriche, diventano scene chiare e comprensibili fra le ricamate righe.

Da “A volte non parlo”

E non parlo.

E mi perdo
in un labirinto di ipotesi
e non vi è alcuna uscita tra le siepi di bosso
che costeggiano questo cammino…

L’essenzialità, la determinazione del pensiero, dell’osservazione dove l’essere umano è conscio delle difficoltà trovandosi spesso nei labirinti del vivere: non parlare per capire e affogare nei pensieri alla ricerca di risposte e scappatoie ai rovi di quel terreno difficile che è la vita stessa.
Non parlare ma scrivere in poesia quel non detto che è nel cuore , nelle viscere, nel sé.

Una poetessa dalla grande sensibilità che affronta attraverso il canto della poesia quei passaggi imposti che la vita, nonostante tutto ci mette di fronte ogni giorno, una donna che osserva e che scruta attraverso le esperienze respirandole, toccandole e assaporandone l’essenza e il valore.

“A volte non parlo” è il più potente “urlo” dell’anima dove niente si nasconde ma si condivide con chi, come noi, vive e sopravvive.

Marzia Carocci
Firenze, 17 agosto 2013

A volte non parlo
Anna Maria Folchini Stabile
Poesie 2013, 8°, pp. 56
Collana ARABA FENICE n. 92
ISBN 978-88-98381-10-4
€ 9.50
Libreria Editrice Urso

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